L’informazione preliminare

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L’informazione preliminare

L’applicazione della formula franchising in Italia è stata spesso accompagnata da scarsa conoscenza e disinformazione, sia sul versante degli affilianti che su quello degli affiliati.

Molti addetti ai lavori o presunti tali hanno rimestato nel torbido, generando atteggiamenti prevenuti e diffidenza anche in merito ad argomenti sui quali tutto è assolutamente chiaro.

E’ un vero peccato, perché in Italia e nel mondo il franchising della ristorazione offre importanti opportunità di investimento e di business.

Una delle prese di posizione più diffuse dipinge il franchising come una formula ad alto rischio, perché sbilanciata a favore dell’affiliante e poco tutelante per il futuro affiliato.

In realtà esiste una legge molto semplice e chiara, la legge del 6 maggio 2004 “Norme per la disciplina dell’affiliazione commerciale”, che protegge prima di tutto il candidato affiliato, ovvero chi sta scegliendo se mettersi in proprio o meno con il franchising.

La legge è particolarmente attenta alla “informazione preliminare” di chi vuole affiliarsi.

L’orientamento è chiaro: tra due imprenditori che vogliono collaborare per l’avviamento di una attività la cosa più importante è sapere prima chi è l’interlocutore e a cosa si va incontro con la stipula del contratto.

Una volta che le informazioni preliminari sono state leali, trasparenti e veritiere, le due parti hanno la piena consapevolezza dei loro diritti e dei loro doveri, dei loro impegni e degli impegni dell’altro e possono scegliere liberamente se sottoscrivere o meno il contratto di affiliazione.

L’articolo 4 della legge afferma che, almeno 30 giorni prima della sottoscrizione di un contratto di affiliazione commerciale, l’affiliante deve consegnare all’aspirante affiliato una copia completa del contratto da sottoscrivere, corredata da tutta una serie di informazioni allegate, che vedremo a seguire.

Il primo punto fondamentale è che un candidato all’affiliazione non è mai tenuto a sottoscrivere nulla fintanto che non abbia piena consapevolezza e coscienza del contratto e degli impegni ad esso connessi.

Tra le informazioni preliminari fondamentali che devono accompagnare la fase di trattativa ci sono “ i principali dati relativi all’affiliante, tra cui ragione sociale e capitale sociale, ma soprattutto una copia del bilancio degli ultimi tre anni o dalla data di inizio della sua attività, se inferiore a tre anni” come recita il testo di legge.

L’affiliante è inoltre tenuto a dare indicazione dei marchi utilizzati dal sistema, a fornire gli estremi della registrazione del marchio o del suo deposito e a prospettare una sintetica illustrazione degli elementi caratterizzanti le attività oggetto dell’affiliazione commerciale.

Soprattutto, il franchisor deve allegare al contratto due elementi fondamentali: una lista degli affiliati e delle unità dirette esistenti al momento della sottoscrizione del contratto e l’indicazione della variazione annuale del numero degli affiliati con relativa ubicazione, per un arco di tempo di tre anni o dalla data di inizio dell’attività se inferiore a tre anni.

La lista degli affiliati permette infatti al candidato affiliato di verificare di persona lo stato “di salute” della rete attraverso sopralluoghi e interviste agli affiliati.

Queste ultime sono fondamentali per constatare il livello di soddisfazione di chi ha investito e per comprendere se l’affiliante sta facendo bene il suo lavoro, ovvero se sta dando assistenza, know-how, formazione, ecc..

L’indicazione della variazione annuale del numero degli affiliati è invece utile per verificare se il marchio ha la forza competitiva necessaria per restare sul mercato o se invece ha subito troppi insuccessi o chiusure.

Altro dato importante è la descrizione sintetica degli eventuali procedimenti giudiziali o arbitrali promossi nei confronti dell’affiliante che si siano conclusi negli ultimi tre anni. Questo elemento serve a capire se l’affiliante sta comportandosi nel modo giusto, oppure se il suo governo della rete ha generato litigiosità e controversie nei suoi confronti da parte degli affiliati.

La legge, come si può facilmente desumere dal suo testo,  dà indicazioni molto chiare su quello che bisogna sapere (e che l’affiliante è tenuto a fornire) per poter decidere con serenità se affiliarsi o meno ad un certo marchio.  Non ci deve essere nessuna paura e nessun atteggiamento prevenuto, dunque, nel valutare una proposta di franchising.

Basta affrontare ogni franchisor in maniera informata e consapevole. Basta farsi dare tutta la documentazione dovuta e scartare a priori quei franchisor che si rifiutano di fornirla o che omettono elementi importanti. Inoltre, se non ci si sente in grado di analizzare e comprendere tutte le informazioni è utile farsi seguire nella trattativa da un esperto di franchising.

A patto di seguire le semplici indicazioni di legge, presenti in questo articolo, affiliarsi è una opportunità da prendere sempre in seria considerazione, soprattutto in un settore difficile e selettivo come quello della ristorazione.

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